giovedì, 18 giugno 2009
author: capehorn @ 14:02
category: pesce e pesci
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Il vostro cambusiere preferito è ritornato in cambusa e dopo una bella pulizia alla cucina è pronto per il:

TORTINO DI SARDINE E PATATE

Con l'estate non si ha voglia di cucinare e se lo si fa ci si ingegna a propinare le solite insalate. Io no ! Cucinare è un piacevole passatempo, distrae dagli affanni e aguzza l'ingegno. Se cucinate in compagnia di persone a voi care i piatti avranno un sapore migliore e questo tortino vi assicuro ha un saporino.

Bene, invitate tre amiche o tre amici e a ciascuno fate fare la spesa, voi però avrete il compito di acquistare le sardine.

Sardine fresche : 500 gr, pulite spinate ed aperte a libro - Patate : 6 di media grandezza - Pelati: 2 scatole da 400 gr. - Acciughe: 4 (vanno bene anche quelle sott'olio). - Scalogno : 2 per esaltare i sapori - Capperi: una dozzina (non lavateli, non strizzateli, non massacrateli) - Origano : 1 bella presa -  Olio extravergine : 3 o 4 cucchiai - Agli: 2 spicchi (lasciateli vestiti, ma schiacciateli leggermente) Pepe,Noce Moscata q.b. - Pan Grattato

Gli amici/che sono arrivate, quindi tutti in cucina. Tra una chiacchiera e l'altra fate bollire le patate per un 20/25 mn. Dovranno essere sode e non lasciatele trasformarsi nel classico budinone. passatele poi nell'acqua fredda. Si scaricheranno dell'amido e dello zucchero in eccesso.

Prendete una bella padella e:  gli scalogni che triterete con perizia, l'aglio che farete passare giusto per profumare l'olio, ma che toglierete, le acciuhe che farete stemperare in tre cucchiai d'olio (se vi paiono troppi,toglietene uno), quindi aggiungete i pelati, poi i capperi (mi raccomando non lavati,non strizzati bensì "nature"). Seguite il sugo che intanto avrete aggiustato di pepe e noce moscata.

Niente sale, per questo ci sono acciughe e capperi. Il vostro sughetto si sta rapprendendo. Bene. Dopo l'ennesimo pettegolezzo su chi sappiamo ma di cui taciamo, togliamolo dal fuoco e copriamo il tutto, non prima di aver aggiunto la presa d'origano e mescolato.

Avete acceso il forno a 150°, sì ! Bravi. Vedo che seguite. In una teglia, pirofila o anche i contenitori d'alluminio (Sanno di catering, però. Molto cheap) avrete messo l'olio rimasto e con quello ungete bene le pareti del contenitore.

Uno dei commensali ha provveduto a tagliare a rondelle (Non troppo spesse, però) le patate. Sì!! Bravi, ci avete preso gusto. Le rondelle le disponete sul fondo e sopra un primo strato di sardine, con il dorso in alto. Quindi qualche cucchiaiata di sugo precedentemente preparato. Altro strato di rondelle e altro strato di sardine, questa volta con il dorso rovesciato. Così finchè abbiamo finito patate e sardine e naturalmente l'ultimo strato dovrà essere il sughetto. Terminiamo con una spolverata di pan grattato e via nel forno per 25 mn. (Forno già caldo).

Una volta preparata la tavola, ricordate di apparecchiare anche una bottiglia di buon vino. Per la rusticità del piatto sarei propenso a suggerire un Vermentino di Liguria.

Sedetivi a tavola, non prima di aver estratto il torino dal forno e continuate la vostra conversazione.

Importante, questa ricetta la potete fare anche usando le fomine da dolci, quelle monoporzione, se gli invitati sono molti e se avete previsto altre portate. Ciascuno sarà accontentato e a volte basta la sostanza di un buon pensiero, fatto con attenzione, che non mille arzigolgoli senza nerbo.

Buon appetito dal vostro cambusiere di fiducia.

lunedì, 06 aprile 2009

Il concorso continua...spedite le vostre ricette 

andremo avanti fino alla fine di giugno...

lunedì, 16 marzo 2009
author: lagrandebefy @ 14:54
category: primi piatti
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sono quelle che servono alle cuoche come relax e alle aspiranti cuoche per imparare.

Questo fu uno dei primi piatti che cucinai, quando adolescente pasticciavo con i fornelli. Fece successo e non l'ho mai abbandonata.

eccola qui:  PENNETTE AI CARCIOFI

dosi per 6 persone:
- 1 confezione di cuori di carciofi surgelata da 450 gr.
- 200 gr. di mascarpone fresco
- 1 cipolla bianca
- olio extra vergine di oliva, sale

preparazione:

Tritare finemente la cipolla e farla appassire in un tegame con 2 cucchiai di olio d'oliva.
Unire i cuori di carciofi scongelati e fatti a fettine, a fuoco bassissimo che tendono ad attaccare i maledetti .
Salare, coprire e continuare la cottura dolcemente per una ventina di minuti, mescolando ogni tanto.
A fuoco spento, unire il mascarpone e condire le penne.penne ai carciofi
 
                               buon appetito!
lunedì, 02 marzo 2009

Ricetta per il nostro concorso Ricette come poesie, notevole mi pare.
A voi Cuochi la sentenza! (Voto da 1 a 10)

 


 

La ricetta e le foto sono creati poeticamente e per questo ringrazio Pietro Sturiale che mi ha dato gli spunti giusti per poter partecipare con VERV POETICA. Metto tutto quanto come segue:


Toccamisù.




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Qui la poesia originale






Complice d'Amore




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Qui invece la versione adattata da me per poter creare una logica nello svolgimento










 
 



Toccamisù di GianMaria Le Mura



 



Una voglia irresistibile di forme viene nuova alla mia mente






che accarezza il palato il sol gusto immaginario.






Alla tua vista sembri ferma e tentatrice






 ed in  qualunque forma ti presenti sempre densa di gusto ti catturo






non ti resiste nessuno.






 Tu, oggetto di desiderio io ti formo






conciliazione di opposti,



piacere totale,






 i sensi stimoli






la mente allieti






annienti la tristezza.






Ricco di pregi



hai tanti amici d’ogni età






piccini, adulti e vecchi



seppure ancor qualcuno






cerca in te qualche difetto.



Seducente e sensuale



tu ecciti,



addolcisci,



 le membra stanche rinvigorisci,



sei complice d’amore.



 



 Con 500 grammi di cioccolato tu lo sciogli, e riempi le forme rotonde del pensiero. Lascerai raffreddare senza pensiero, e nel mentre sbatti i 6 rossi tramonti del mattino ai tuoi occhi, li addolcisci con i duecento cristalli di zucchero semolato come la sabbia.Quando gonfi di aria sana saranno i rossi tramonti riversi cinquecento grammi di mascarpone candido e mezzo litro di panna montata come neve.



 l’aroma di 4 forti limoni di campi.



Farai una creme Brulèè al limone con litri uno di latte e quindici rossi e trecento di zucchero che metterai dopo cotta a raffreddare.



Riprenderai le forme dalle temperature fredde ed inserirai all’interno la spuma al limone e la creme broule a rondelle. Ricoprirai con la crema brulèè restante e chiuderai le forme rotonde l’una con l’altra a raffreddarne a meno 10 in surgelatore.



Le tirerai fuori un’ora prima e preparerai il piatto che vedi con un un’altalena di zucchero delle foglie d’oro sopra le forme rotonde.












mercoledì, 18 febbraio 2009

"Chiamatemi Capehorn" .  Il richiamo a Melville, è di prammatica.  Innanzitutto buon giorno, ai golosi & affini. Sbarazziamo il campo da confusioni e imperfezioni, nel senso capiamoci. Io sono cuoco per necessità ed esercito onorevolmente quasta atività da 20 circa, tra le mura domestiche. Troppo aggressivo. E' la natura, la mia che mi spinge ad essere spiccio. Vuoi perchè deformato dal lavoro che faccio, vuoi per la convulsa vita che mi tocca subire. Il più delle volte, parto deciso subito e poi ... brucio le pentole :-). Vi dicevo cuoco per necessità. La vita matrimoniale per anni, mi ha costretto a questa scelta. Artemisia, la mia, donna dolcissima con un animo ed una vena artistica che spazia dalla pittura su ceramica alla poesia, ed ancora mi domando, senza saper dare una risposta, sui molti perchè mi abbia sposato e mi abbia donato un gioello, la Leonessa, che teniamo d'acconto ed ogni giorno ringraziamo il cielo e i suoi innumeri abitanti dell'immenso dono. Artemisia ha per anni lavorato in un esercizio commerciale, quì in paese. Assieme ai fratelli, ha voluto continuare e portare avanti il frutto del lavoro e delle fatiche dei genitori. Ora, anzi quattro anni fa, ha detto : basta. Si sentiva esaurita e stanca e così ha intrappreso, da hobbista seriamente impegnata, la carriera di pittrice su ceramica e con indubbio gusto e successo. Io di norma non faccio sconti e chi mi conosce lo sa. Ora sfruttando gli insegnamenti, di una madre che con orgoglio dico : ad avercene. mi sono meso ai fornelli; non potevo pretendere che Artemisia, dopo una giornata di lavoro arrivasse alle 20 o più tardi e mi preparasse la cena. Il matrimonio è anche dividersi i compiti !! Quindi eccomi quà a dispensare qualche stipidaggine culinaria. Uno dei cardini della cucina è il sapore, di conseguenza ecco a voi una ricettina veloce veloce per insaporire ed esaltare e a volte coprire un po' truffaldinamente i vostri piatti

Erbe in Cucina

Amate le erbe aromatiche e volete usarle con giudizio. Bene. Non possedete un orto, non avete tempo di andare al mercato rionale, ma solo ai centri commerciali. Non avete tempo in generale? Bastano 5 minuti, al momento degli acquisti e il tempo che volete quando siete a casa. Occorrente: (Purtroppo ho solo 5 minuti per gli acquisti, ma ci impiego anche molto meno credetemi)

1 vasetto di erbe per fare la  BASE : TIMO, SALVIA, MAGGIORNA, ROSMARINO, ERBA CIPOLLINA, ORIGANO, ALLORO, PREZZEMOLO, BASILICO. Ricordate che sono ca.7 grammi, quindi non crediate di avere chissà cosa. Prendete un vaso possibilmente di ceramica. evitate vetro (troppa luce) terracotta (si può impregnare di un aroma e a lungo andare ha un effetto coprente). La ceramica si può lavare, anche in lavastoviglie, vantaggio da non sottovalutare. Possiamo metterle tutta assieme, oppure se abbiamo a disposizione più barattoli per ognuno un cucchiaio da the, per avere una BASE, e negli altri possiamo aggiungere in rapporto 1 a 1,5    ANETO, CUMINO, FIONOCCHIO, DRAGONCELLO, BACCHE di GINEPRO oppure SESAMO, PAPAVERO a piacere ed in base alle esigenze specifiche. Usate la BASE ed una sola delle altre erbe, al massimo due

BASE+ANETO+FINOCCHIO per il PESCE.

BASE+GINEPRO+FINOCCHIO per le carni rosse

BASE + GINEPRO+ DRAGONCELLO per quelle bianche

un'accortezza, non usate la bacca di ginepro nella cottura, non sono una esagerazione e rimanendo a contatto con le altre erbe continuano ad emanare profumo ed aroma, ed è quello che serve.

La BASE potrà essere anche utilizzata per conciare anche l'olio, da utilizzare per le vostre cotture, prima dell'utilizzo è bene filtrare l'olio e reimmetere le erbe nella concia (Nulla va sprecato) . Naturalemte va a gusti e dopo vari tentativi in casa nostra va benissimo la BASE, così come l'ho scritta.

La fantasia e la necessità aguzza l'ingenio. In cucina sono necessarie l'una e l'altra, buon appetito dunque e ricordate " A tavole non s'invecchia"

"Chiamatemi Capehorn" o se vi vien più semplice Carlo

ps non è in rima, ma la carissima Marina, sa che con la poesia non ci attacco, neppure se fossi visitato di notte dal padre Dante, anzi credo che sia venuto e che sia tuttora all'Inferno per la disperazione. E' uno dai grandi limiti del vostro cuoco.

martedì, 17 febbraio 2009
author: GaetaGu @ 16:27
category: fantasia in cucina
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Tortino di uova alle cozze

 

Ingredienti per 4 persone:

 

  • 6 uova
  • 500 g di cozze

·      2 spicchi d’aglio

·      4 cucchiai d’olio d’oliva extravergine

·      3 pomodori maturi e sodi

·      1mazzetto di prezzemolo

·      80 g di olive nere

·      4 filetti di acciughe sott’olio

·      1 cucchiaio di capperi sotto sale

·      ½ bicchiere di vino bianco secco

·      Sale e pepe

·      1 peperoncino.

 

cozze-1

Preparazione

 

Lavare le cozze, immergerle in una terrina con acqua fredda e un cucchiaio di sale e lasciare spurgare per circa 2 ore; raschiare eliminando le incrostazioni ed eliminare le barbine. Sbucciare l’aglio e schiacciarlo; lavare il prezzemolo, asciugarlo e tritarlo; mettere le cozze in un tegame con 1 spicchio d’aglio, un po’ di peperoncino, un poco di trito di prezzemolo, il vino e un cucchiaio d’olio e farle aprire a fuoco moderato e a tegame coperto, scuotendole di tanto in tanto.

Togliere il tegame dal fuoco, eliminare le cozze rimaste chiuse, staccare i molluschi dai gusci e raccoglierli in una ciotola. Portare a ebollizione una casseruola d’acqua, farvi scottare i pomodori, privarli della buccia e i semi e tritarli; lavare i capperi, asciugarli e tritarli unitamente alle acciughe; snocciolare le olive e tagliarle a rondelle

 

Scaldare 2 cucchiai d’olio e imbiondire  l’aglio rimasto; aggiungere i pomodori, farli cuocere per 8 minuti ed eliminare l’aglio; unire le cozze, le olive,  le acciughe, i capperi tritati, il resto del trito di prezzemolo e continuare la cottura per qualche minuto. Sgusciare le uova in una terrina con un pizzico di sale e di pepe; unirvi il sugo con le cozze e mescolare; versare il composto in una pirofila pennellata d’olio, coprirla con un foglio d’alluminio e porla in forno a 180°C per circa 20 minuti. Togliere l’alluminio e continuare la cottura del tortino per 7 minuti, fino a quando sarà rassodato;

servirlo caldo e con un buon vino bianco italiano. 

 

…Vivo nutrendomi di queste succulente prelibatezze ma morirei senza il tuo amore.

 

Mi sfamo con queste  gustose pietanze ma non potrei mai saziarmi dei tuoi baci.

 

Gaetano Gulisano

 

Buon appetito.
venerdì, 13 febbraio 2009
author: Fogliadivite @ 14:25
category: segnalazioni, concorso, aggiornamento, regolamento concorso, concorso ricette come poesie
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Vi riporto la notizia:

Saremo in onda su Bloggando domani mattina alle 11 (Splinder) 

 

domenica, 25 gennaio 2009
author: GaetaGu @ 12:20
category: primi piatti
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pastasarde[1]

(foto da web)

La pasta con le sarde.

 

Un siciliano, non si può definire tale se almeno una volta nella vita, non abbia perlomeno assaggiato:

“la pasta con le sarde”. Stessa cosa, dicasi per un turista. Andare in Sicilia e non mangiare la pasta con le sarde, sarebbe come andare in Egitto e non visitare le piramidi.

In alcune zone della Sicilia o solo semplicemente nella mia famiglia, questa prelibatezza viene chiamata: “pasta co’ finocchiu rizzu”, ossia pasta con il finocchietto selvatico; indubbiamente,  il finocchietto selvatico c’è, ma non manca l’ingrediente predominante ossia: le sarde chiamate anche in dialetto catanese :”I Masculini” e non  mancano certo molti altri ingredienti, ricchi di profumi e sapori.

 

finocchio[2]

(Finocchietti selvatici)

(foto da web)

Ingredienti per cinque persone:

 

500 g di sarde fresche o 3acciughe salate (per questo piatto, devono  essere utilizzate quelle fresche e, non possono essere sostituite con le sardine sott’olio). Se si utilizzano le sarde fresche : devono essere pulite e sfilettate, eliminando la testa, la coda e la lisca, quindi lavate e asciugate tra due panni puliti.

500 g di spaghetti (consigliati o altra pasta di grano duro a scelta)

500 g di finocchietti selvatici. Del finocchietto selvatico nella pasta con le sarde, se ne utilizzano le parti più tenere e verdi, i germogli, i rametti più giovani e le tipiche foglie piumose (o barba), che si possono raccogliere in campagna dalla primavera all’autunno e cioè nello stesso periodo in cui è possibile trovare nei mercati le sarde freschissime.

(Naturalmente chi non può o non vuole andare in campagna, può sempre acquistarli al mercato ortofrutticolo a dal fruttivendolo di fiducia)

2 cipolle medie o 1 cipolla piuttosto grossa,

50 g di uva passa e altrettanti di pinoli,

1 bustina di zafferano, olio, sale e pepe

 

Preparazione:

 

Lessare per una ventina di minuti i finocchietti in tanta acqua salata, quanta ne servirà poi per la pasta (4 litri per 500 g), scolarli e tritarli. Tenere da parte l’acqua. In un tegame, scottare le sarde in 1 dl d’olio extravergine d’oliva (un minuto per lato), scolarle e riservarle. Mettere a soffriggere nello stesso tegame le cipolle finemente affettate fino a leggerissima coloritura e unire quindi i finocchietti, le sarde, l’uva passa (rinvenuta in acqua tiepida per mezz’ora), i pinoli, sale e pepe, bagnare il tutto con un bicchiere di vino bianco, quindi cuocere a fuoco lento, mescolando, per amalgamare la salsa.

Dopo una ventina di minuti, unire le sarde o le  acciughe (nel caso non si disponesse delle sarde fresche) che sono state dissalate, lavate, asciugate e infine sciolte in un tegamino con un cucchiaio d’olio caldo. Cuocere ancora per 15 minuti, sempre mescolando e unire quindi una bustina di zafferano, sciolto in un cucchiaio dell’acqua di cottura dei finocchietti. Mettere intanto a cuocere la pasta nell’acqua di cottura dei finocchietti.

Scolarla al dente e unirla al condimento.

Lasciare riposare per qualche minuto prima di servire.

La pasta, una volta nel piatto si cosparge con pangrattato, preventivamente tostato in padella con due cucchiai d’olio.

 

Questo blog, come già detto, non è esclusivamente un blog culinario, ma vuole risaltare la poesia che nel cibo vi è riposta.

Dunque, vi lascio con questi versi ispiratemi una sera d’estate, durante una cena in un ristorante di Aci Trezza dinanzi ai faraglioni  baciati dalla luna e coccolati dal canto dei pescatori.

 

Buon Appetito.

 

 

  

 

“ACI TREZZA”

 

sotto i faraglioni

di Aci Trezza,

nella solitaria notte

muta e mesta

luccicano le lampare

a festa.

 

Occhi curiosi

che scrutano nel mare

sono le barche

che calme si lasciano

cullare.

 

Sul mare la luna

l’argenteo manto stende,

rendendolo come

un fermo incanto,

muta ascoltando

il loro dolce canto.

 

Quel tratto

che solcato  fu d’Ulisse

e l’ira del Ciclope

Omero disse

che accecato

dal furbo Nessuno

in suo soccorso

chiamo il padre

Nettuno.

 

In questo luogo

di sì dolce incanto

che il gran poeta

narrò in suo canto

in questa notte

di così calma brezza

cantano i pescatori

di Aci Trezza.

 

Gaetano Gulisano.

giovedì, 22 gennaio 2009

Una ricetta ligure oggi, mi è stata donata da una signora genovese che l'ha tratta da un suo libro. Ci sono molte versioni in giro di questa salsa, ma questa è l'originale

Salsa di noci

Ingredienti

Per 4 persone

1/2 kg di noci (col guscio)
1/2 spicchio d'aglio
olio di oliva
mollica di pane
prescinsoea
1/2 hg di pinoli
maggiorana fresca
sale

Preparazione

Rompete le noci ed estraete i gherigli, scottateli in acqua bollente, pelateli. Pestate i gherigli in un mortaio unendo la mollica di pane precedentemente ammollata nell'acqua e strizzata. Aggiungete l'aglio, i pinoli e il sale necessario. Lavorate fino ad ottenere un'impasto omogeneo. Unite la prescinsoea mescolata a tre cucchiaiate di olio di oliva. Amalgamate bene il tutto.

Vi sarete chiesti cosa sia la prescinsoea...

La Prescinseua è un formaggio che si può trovare unicamente in Liguria. E' una cagliata fresca leggermente acidula componente essenziale della molto più famosa focaccia al formaggio. Il latte dei pascoli dell'Appennino è la materia prima per ottenere questo formaggio, che ha la sua diffusione nel Genovesato. La difficoltà di conservazione e la scarsa produzione ne rendono inevitabile il consumo nelle aree di origine. La si può trovare nella Valle Stura a Masone o nel Golfo del Tigullio.
(tratto da :
http://www.formaggio.it/prescinseua.htm)

Se non trovate la prescinsoea, e se non siete a Genova è difficile che la troverete, potete usare al suo posto il latte cagliato. (non stupitevi, la prima volta che l'ho preparato mi sono chiesta come sarebbe potuto essere buono al palato e invece lo era...)
Per cagliare il latte procedete in questo modo. Portate a bollore 1 litro di latte fresco intero. Quando bolle spegnete il gas e aggiungete del succo di limone. Mescolate con un cucchiaio di legno e vedrete affiorare il caglio. Fatto che si sarà, passatelo in un colino e recuperatelo eliminando l'acqua.

La salsa di noci è il condimento ideale per i pansotti, un tipo di pasta ripiena tipica della cucina ligure. Se avete voglia di prepararli voi, ecco la ricetta:

Pansotti 

Ingredienti per 6 persone:

1 kg di preboggion (è un misto di verdure selvatiche, formato da verza primaticcia, raperonzolo, ortica, pissarella, borragine, bietola, radicchio selvatico, cerfoglio, pimpinella, cicerbita e talegua) 
300 g di farina
100 g di cagliata
50 g di parmigiano grattugiato
2 uova 
vino bianco secco
maggiorana
sale

Preparazione

Lessate le verdure, strizzatele, tritatele, mettetele in una terrina e unite le uova, il parmigiano, la cagliata, la maggiorana tritata e il sale. Rimescolate il ripieno. Impastate la farina con un bicchiere di vino e, se è il caso, aggiungete poca acqua. Tirate la sfoglia, ritagliate dei triangoli, ponete al centro il ripieno e, ripiegando gli estremi, formate dei grossi “tortellini”. Lessateli e conditeli. 
(tratto da:
http://www.bortonevivai.it/enogastronomia/pansotti.asp)


mercoledì, 21 gennaio 2009
author: Fogliadivite @ 13:43
category: aggiornamento, meme
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Le sorprese per oggi non sono finite, abbiamo ricevuto un "meme" da Barbara di Ricette Barbare e ora dobbiamo:

1) scrivere 8 cose che ci prefiggiamo di fare nel 2009
2) nominare 8 blog culinari cui passare il meme

Laondepercui cari Cuochi miei tocca lavorare!  .

 


 

Aggiornamento del 22 gennaio 2009

ok, inizio io

dunque vediamo...

1) usare meno l'auto e camminare di più
2) mangiare più "sano"
3) fumare meno
4) regalarmi un weekend in un centro benessere
5) andare a dormire più presto la sera
6) smettere di fumare
7) 'naggia che cose salutiste ho scritto! Mi sa che sto esagerando...per compensare...un chilo di panna con altrettante fragole
8) non ne ho altri, se già mettessi in pratica tutti questi sarei molto soddisfatta
 

Foglia di vite

 


 

1) Prendere la patente
2) Acquistare una piccola auto
3) Portare per la prima volta mio figlio sulla neve
4) Leggere almeno dieci nuovi libri
5) Trovarmi un fidanzato intelligente, colto, bello e ricco 
6) In alternativa al punto 5) prendere un altro pesce rosso  
...
Non c'è altro: i traguardi più importanti li ho già raggiunti nel 2008.  

Cuore Magico


Proseguo io con i buoni propositi o presunti tali:

Allora: fumare non fumo, (ormai da 10 anni) bere bevo poco e solo durante i pasti, iniziare una dieta, credo non sia proprio indicata per un blog di cucina e poi, la dieta migliore è mangiare bene e visti i post precedenti non ci si può lamentare. Cosa resta? Ma!? Proviamo:


1) Riuscire a piegare il mio ginocchio che da 3 ½ è dritto come la gamba di un pirata;

2) Ritornare a lavorare per dare un po’ di tregua a mia moglie e voi cari amici blogger;

3)Andare in montagna d’inverno, quando le cime sono innevate, anche se so che non potrò più sciare e la cosa mi farebbe soffrire, ma mi angoscerei ancor di più non andandoci;

4)Fare una bella passeggiata in bici che per lo stesso motivo del punto 1 e da tempo che non faccio;

5)Rileggere il III canto dell’inferno di Dante;

6) Andare a teatro dell’opera e piangere ascoltando l’ultimo atto della Traviata di Verdi;

7)Inventarmi nuove ricette da postare nel blog;

8)Mettere in atto almeno i primi tre punti e per gli altri… c’è sempre il 2010.   

GaetaGu. Gaetano.